Rudolf Steiner

Rudolf Steiner, scienziato e filosofo austriaco, nel 1919 pose le basi per la fondazione di una nuova pedagogia, dedicandosi alla formazione del nucleo di insegnanti della prima scuola Waldorf a Stoccarda.
Da allora la pedagogia steineriana si è diffusa in tutto il mondo in migliaia di scuole e gli insegnanti ne approfondiscono i contenuti in un processo di formazione permanente, sia nelle riunioni settimanali di collegio, sia attraverso i convegni tematici organizzati dal movimento delle Scuole Waldorf.
Secondo questa, l’essere umano attraversa tre fasi di sviluppo, o settenni, nelle quali l’educatore ricopre un ruolo fondamentale: dalla nascita a 7 anni, il periodo prescolastico; da 7 a 14 anni, quello del ciclo di base (le classi dalla prima all’ottava); da 14 a 21 anni, quello della scuola superiore. Ognuna di queste fasi presenta significative e specifiche caratteristiche nella maturazione fisica, psicologica e spirituale, sulle quali si deve modellare l’azione pedagogica.

Nel I settennio il bambino impara principalmente attraverso l’imitazione ed il gioco; assorbe e fa proprie le esperienze fatte: sensazioni, stimoli di varia natura, parole, penetrano nella sua interiorità, plasmandolo fin nel suo intimo. Il gesto esteriore e l’atteggiamento interiore delle persone che lo circondano educano e formano il bambino, lasciando una profonda traccia nel suo linguaggio, nei suoi sentimenti, nel suo modo di pensare e di agire. L’ ambiente circostante deve essere sicuro, amorevole e strutturato: le attività si realizzano così in un contesto pieno di significato, contribuendo a stabilire buone abitudini di comportamento, quali la memoria, la devozione, l’ordine, l’ascolto e l’amore per un mondo sostanzialmente buono.

Nel II settennio le forze d’imitazione, date dalla natura, gradualmente svaniscono ed è l’autorità del maestro, riconosciuta e amata dal bambino, a costituire il punto di riferimento dell’apprendimento fino alla pubertà. Il bambino in età scolare presume che il mondo possa essere esplorato, sperimentato e scoperto e vuole sapere che il mondo è interessante, bello ed ordinato all’interno di un tutto integrato. Compito dell’insegnante è appunto aprire agli allievi le porte al mondo, attraverso il sentimento e la volontà, con l’attenzione di organizzare ritmicamente l’insegnamento, di portare il bambino a “vivere” i processi dell’apprendimento e creare abilità e consapevolezze.

Con la pubertà, alle soglie del III settennio, si ha un ulteriore importante cambiamento nell’essere umano: le capacità del pensiero logico, del ragionamento astratto e del giudizio individualizzato si manifestano ora sempre più potentemente e possono diventare il principale mezzo per il proseguimento dell’educazione.

Il rapporto con il mondo è affidato al ritmo naturale, cadenzato secondo il susseguirsi delle fasi stagionali e quotidiane. Comprendere e seguire il giusto ritmo dell’esistenza costituisce il principio fondamentale per il sano sviluppo dell’essere umano, nell’armonico evolversi delle facoltà di pensiero, sentimento e volontà. Il ritmo stagionale delle varie feste accompagna la vita della comunità educante, seguendo il respiro profondo della Terra e del cosmo, mentre all’interno delle varie classi i maestri guidano gli allievi in questo percorso annuale caratterizzandolo con racconti, canti, immagini, attività artistiche.
Il ritmo è presente anche nella strutturazione dell’orario e nella concreta azione didattica: ogni mattina le prime due ore sono dedicate alle materie principali che vengono tutte affrontate sotto la guida del maestro di classe, continuativamente per più settimane, cioè a “epoche“, per favorire la concentrazione e l’approfondimento. Dopo una pausa, ci si dedica alle materie che richiedono un ritmo costante: attività artistiche, linguistiche, manuali e motorie in cui il maestro di classe può essere sostituito o affiancato dai maestri di materia.

“Il nostro massimo sforzo deve essere quello
di sviluppare esseri umani liberi,
capaci di dare uno scopo e una direzione alla propria vita.
Il bisogno di immaginazione, il senso della verità
e il senso di responsabilità:
queste tre forze sono il nervo stesso dell’educazione”.
RUDOLF STEINER


Per chi fosse interessato, rimandiamo al sito www.rudolfsteiner.it, che da quasi trent’anni offre numerosi approfondimenti anche in merito alla pedagogia: https://www.rudolfsteiner.it/it/pedagogia-steineriana/