
GLI ANNI CORRISPONDENTI ALLA SCUOLA PRIMARIA
I

Il primo anno è un momento importante in cui gli studenti si adattano alla struttura di un programma didattico e sviluppano l’autodisciplina, mentre incanalano la curiosità e la creatività in modi nuovi. È ricco di fiabe, racconti popolari e storie della natura, oltre che di giochi in cerchio e movimento.
Ogni attività è pensata per stimolare l’immaginazione e l’interesse.
Le lettere vengono introdotte in termini di forma e suono attraverso le immagini e il racconto. Anche le basi per la matematica vengono poste introducendo i numeri e le quattro operazioni attraverso giochi e racconti.
II

Nel secondo anno i bambini consolidano la scrittura e la lettura. Aumenta la complessità del loro lavoro e delle storie: leggende e favole illustrano esempi di condotta morale e fanno da specchio alle relazioni sociali più complesse che i bambini di quest’età instaurano.
Anche per ciò che concerne la sfera della matematica, si approfondiscono le competenze numeriche apprese nel primo anno.
L’attenzione si concentra adesso sul valore e la posizione dei numeri e, come sempre, l’arte e il movimento accompagnano ogni momento dell’apprendimento facilitando la memorizzazione, lo sviluppo della coordinazione fisica e la consapevolezza spaziale.
III

Durante il terzo anno i bambini approfondiscono le loro competenze linguistiche e si addentrano maggiormente nel mondo della scrittura. È questo il momento in cui ci si concentra più intensamente sull’ortografia, la composizione, la grammatica, la punteggiatura e le parti del discorso. Viene introdotta anche la scrittura corsiva, che secondo recenti studi aiuta la lettura, la memoria e persino la generazione di idee.
Le leggende tratte dall’Antico Testamento fanno da scenario allo sviluppo del senso di individualità e di separazione dagli altri che iniziano a manifestarsi proprio a questa età, intorno ai nove anni.
Nelle lezioni di matematica si passa alla moltiplicazione e divisione di numeri più grandi e ad altri processi più complessi.
In questo momento della loro crescita i bambini hanno una maggiore capacità di comprendere il mondo che li circonda, il rapporto con l’ambiente e i ritmi naturali che dividono i giorni, le settimane e le stagioni.
Di conseguenza, vengono introdotte lezioni pratiche ed uscite didattiche che riguardano i mestieri antichi dell’uomo e si porta loro incontro la conoscenza di alcune civiltà antiche e il loro contributo al calcolo dei pesi e delle misure.
Un’altra tappa importante di questo anno è l’inizio dello studio individuale di uno strumento musicale.
IV

Il quarto anno segna un netto cambiamento nel lavoro che i bambini svolgono e in quello che ci si aspetta da loro. Le abitudini e le competenze sviluppate vengono ora messe a frutto per affrontare argomenti nuovi e diversi. Gli animali vengono studiati in modo che i bambini debbano usare le loro capacità di discernimento per riconoscere e descriverne le qualità uniche.
Inoltre iniziano a esplorare il proprio ambiente, realizzando mappe e imparando a conoscere la ricca cultura e gli ecosistemi del territorio che li circonda.
Durante questo anno viene presentata la mitologia nordica con le caratteristiche delle diverse divinità, delle quali la passione ardente, l’astuzia e l’abnegazione rispecchiano ciò che l’anima dei fanciulli sperimenta a questa età.
Le storie del popolo norreno, una tradizione che sopravvive nei versi dell’Edda islandese e del Kalevala finlandese, sono racconti ricchi di immagini che nascono dallo stretto rapporto di questo popolo con il mondo naturale. I bambini si imbattono dunque in lotte epiche tra forze opposte, conflitti estremi e una ricchezza di umorismo e saggezza.
Questi racconti sono particolarmente adatti ai bambini di dieci anni, che sono ormai lontani dalla prima infanzia e si ritrovano in un’età di mezzo, spesso conflittuale come il clima delle terre del nord.
In aritmetica si consolida ciò che è stato appreso finora e vengono introdotte le frazioni.
La bellezza e l’arte continuano a coinvolgere, nutrire e accompagnare mentre si impara attraverso il lavoro e il gioco.
V

Con il quinto anno i bambini sono giunti alla metà del loro percorso e guardano con intima soddisfazione il cammino dei quattro anni svolti, mentre alzano con ammirazione lo sguardo manifestando curiosità verso i ragazzi più grandi.
Questa fase evolutiva è denominata, nella pedagogia steineriana, “età dell’oro” oppure “il cuore dell’infanzia”, un momento luminoso di grandissima armonia.
Si inseriscono adesso nuove materie come la storia dei popoli antichi dell’India della Persia, dell’Egitto fino ad arrivare all’antica Grecia.
Attraverso la botanica e la geografia i bambini si approcciano all’ambiente che li circonda e imparano ad orientarsi nello spazio, mentre la geometria a mano libera offre la possibilità di far emergere la sensibilità artistica, il senso estetico, l’equilibrio e l’ordine.
Come i cittadini di una polis greca, i fanciulli percepiscono in questa fase una forza coesiva ed un nuovo spirito di appartenenza che avrà il suo culmine nell’evento delle “Olimpiadi”, dove incontreranno i loro coetanei delle altre realtà steineriane, cimentandosi nelle discipline delle olimpiadi dell’antica Grecia.